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Dottor Giovanni Carriere

Specialista in Otorinolaringoiatria
Perfezionato in Audiologia infantile


Iscritto O.d.M. TA n.2731

Esami strumentali

Data di ultima revisione: 08/04/2010

OTOMICROSCOPIA E VIDEO-OTOSCOPIA

L’otomicroscopia permette l’osservazione, ad opportuno ingrandimento, del condotto uditivo esterno, della membrana del timpano e, in presenza di perforazioni del timpano, di parte dell’orecchio medio. Il vantaggio principale dell’uso del microscopio otologico rispetto alle tecniche tradizionali, è la possibilità di manovre di pulizia ed aspirazione all’interno del condotto uditivo, in assoluta sicurezza.
L’uso di endoscopi (video-otoscopia), collegati ad una microcamera, introdotti direttamente all’interno del condotto uditivo, consente di filmare e fotografare l’obiettività dell’orecchio, per mostrare al paziente eventuali alterazioni o quale riferimento per successivi controlli, oltre che di esplorare aree difficilmente accessibili con la sola otomicroscopia.

AUDIOMETRIA TONALE – AUDIOMETRIA VOCALE – AUDIOMETRIA AD ALTA FREQUENZA

Con l’audiometria tonale, il tradizionale esame audiometrico, viene misurata l’intensità minima, di un determinato suono, che il paziente è in grado di percepire. Fornisce informazioni preliminari sulla sede di una eventuale alterazione permettendo di distinguere una sordità di trasmissione (causata da un difetto del timpano o degli ossicini) da una neurosensoriale (dovuta ad un danno del nervo). Viene eseguito in una apposita cabina silente per evitare l’interferenza di rumori esterni, inviando toni puri sia per via aerea che per via ossea.

Nell’audiometria vocale viene chiesto al paziente di ripetere alcune parole inviate a diverse intensità, opportunamente calibrate. Oltre ad essere un’indagine fondamentale per una eventuale protesizzazione acustica o per un intervento chirurgico, questo test, spesso trascurato o sottovalutato, fornisce informazioni supplementari sulle caratteristiche di una ipoacusia.
L’audiometria ad alta frequenza, che richiede una strumentazione particolare, permette di indagare la capacità uditiva oltre il range di frequenze normalmente esaminato. Può essere utile a studiare eventuali asimmetrie o alterazioni non evidenti con l’esame tradizionale, ad esempio in presenza di acufeni ad alta frequenza.

ESAME IMPEDENZOMETRICO

Con un unico strumento, l’impedenzometro, possono essere eseguite diverse indagini: il timpanogramma, che permette di valutare eventuali differenze di pressione tra l’orecchio esterno e medio e quindi l’elasticità del timpano;

lo studio dei riflessi stapediali, che analizza la corretta mobilità degli ossicini dell’orecchio medio;

lo studio della funzionalità tubarica, che consente di identificare precocemente eventuali alterazioni del meccanismo di ventilazione e drenaggio della cassa del timpano.
L’esame, semplice ed indolore, viene effettuato introducendo un piccolo tappo in gomma nel condotto uditivo, in grado di inviare suoni e pressioni e registrare le risposte dell’orecchio.

ELETTROCOCLEOGRAFIA PERITIMPANICA NON INVASIVA

L’elettrococleografia (ECoChG) permette di studiare le risposte elettriche delle cellule uditive, in seguito all’invio di suoni. E’ un’indagine estremamente utile nello studio dell’ ipoacusia neurosensoriale e permette di riconoscere e monitorare l’idrope endolinfatico (caratteristico della m. di Meniere). Nonostante la indubbia utilità, quest’esame è stato da tempo abbandonato, in Italia, a causa della necessità, con la tecnica tradizionale, di forare il timpano per introdurre un elettrodo a contatto della coclea. Presso il nostro Studio, l’esame viene praticato utilizzando un elettrodo peritimpanico. In piccolo batuffolo di cotone posto a contatto con il timpano, che non è invasivo ed estremamente semplice. L’esame è privo di qualunque complicazione e, se correttamente eseguito, altrettanto affidabile rispetto alla tecnica tradizionale. Inoltre può essere eseguito routinariamente ogni volta se ne veda la necessità.

POTENZIALI EVOCATI UDITIVI (BSER, ABR)

E’ una indagine elettrofisiologica che registra il decorso delle microcorrenti elettriche prodotte dall’orecchio nel loro percorso sino alla base del cervello. Permette di identificare eventuali alterazioni del nervo acustico o delle vie uditive centrali. Viene eseguita applicando alcuni elettrodi sulla fronte e dietro le orecchie del paziente ed inviando all’orecchio in esame una serie di suoni (click) in rapida successione.
Il tracciato normale è caratterizzato da una serie di onde ciascuna corrispondente alla risposta elettrica di una determinata stazione delle vie uditive.

ACUFENOMETRIA e MASCHERAMENTO

Con l’acufenometria, mediante comparazione con i segnali inviati dall’esaminatore, vengono valutate le caratteristiche psico-acustiche dell’acufene percepito dal paziente (intensità, altezza tonale, tipo di rumore).
Il test di soppressione dell’acufene (mascheramento), permette invece di misurare la minima intensità di rumore, inviato dall’esaminatore attraverso l’audiometro, necessaria a sopprimere la percezione soggettiva dell’acufene. E’ un esame utilissimo ai fini di un corretto settaggio dei generatori di rumore utilizzati nel trattamento degli acufeni con Tinnitus Retraining Therapy.

VIDEONISTAGMOSCOPIA

Permette una accurata analisi qualitativa delle caratteristiche del nistagmo, ovvero i movimenti involontari degli occhi in relazione a patologie del labirinto (vertigini) o del sistema dell’equilibrio. Il nistagmo può essere spontaneo od evocato dall’assunzione di particolari posizioni o da particolari manovre. Anzichè i tradizionali occhiali di Frenzel con lenti miopizzanti, il paziente indossa una speciale maschera corredata di microtelecamera ad infrarossi che consentono di effettuare l’esame in condizioni di assoluta oscurità.
L’esame può in tal modo essere registrato e rivalutato più volte anche a distanza di tempo in occasione di successivi controlli.

VIDEONISTAGMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (VNG) 2D

Il collegamento di un sistema di videonistagmoscopia ad un computer dedicato permette un’accurata analisi quantitativa del nistagmo (movimenti involontari degli occhi, spontanei od evocati da particolari manovre, posizioni o stimoli – calorico, termico, rotatorio, visivo, acustico).

La videonistagmografia computerizzata ha ormai soppiantato per la sua maggior semplicità ed affidabilità nello studio delle vertigini e dei disturbi dell’equilibrio, l’elettronistagmografia, che prevedeva l’impiego di elettrodi per la registrazione delle correnti elettriche perioculari generate dal nistagmo, e quindi tempi più lunghi di indagine.

TEST CALORICO BITERMICO (ESAME VESTIBOLARE)

La stimolazione dell’orecchio con acqua a temperatura al di sopra ed al di sotto di quella corporea, provoca una vertigine. L’effetto di questa è un movimento oculare anomalo: il nistagmo. Stimolando prima un orecchio e poi l’altro, sia con acqua fredda che calda, si ottengono informazioni importantissime per stabilire eventuali differenze di risposta dei due lati, e quindi la presenza di uno sbilanciamento tra i due labirinti. La valutazione del nistagmo con la videonistagmografia computerizzata, permette, come specificato sopra, uno studio estremamente accurato de nistagmo.
Presso il nostro studio la stimolazione viene condotta mediante un calorimetro ad aria di precisione che eroga aria calda e fredda. Questo produce uno stimolo meno aggressivo e quindi molto più facilmente sopportabile da parte del paziente. permettendo un affidabile confronto tra le diverse prove e tra i due lati.

POTENZIALI EVOCATI VESTIBOLARI MIOGENI (VEMPs)

Questa metodica elettrofisilogica registra le correnti prodotte in seguito all’eccitazione di particolari aree del labirinto (le macule del sacculo, non altrimenti valutabili). Usando suoni puestearticolari si eccitano le macule e si stimola in via riflessa la contrazione dei muscoli del collo (riflesso vestibolo-collico). Lo studio di questa funzione è oggi considerato di importanza fondamentale per comprendere la sede di alterazione in alcune sindromi vertiginose e disturbi dell’equilibrio di difficile identificazione ed interpretazione. L’esame è di veramente semplice esecuzione, richiede pochi minuti e rappresenta un prezioso presidio.

FIBROSCOPIA a FIBRE OTTICHE FLESSIBILI delle VIE AEREE SUPERIORI

L’impiego di fibre ottiche flessibili consente la visione globale di tutti i distretti delle vie aeree superiori: dal naso alla laringe. Il collegamento con microtelecamere permette di filmare e fotografare eventuali alterazioni. L’esame fibroscopico permette inoltre di valutare le possibili sedi di ostruzione responsabili di russamento o apnee notturne, facendo compiere determinate manovre al paziente in modo da simulare quello che realmente avviene. La fibroscopia viene utilizzata anche per la valutazione diretta di una eventuale ipertrofia delle adenoidi o per l’esplorazione degli orifizi tubarici in caso di otite o problemi di compensazione.

ENDOSCOPIA NASALE CON OTTICHE RIGIDE

Indispensabile per la diagnosi di tutte le patologie nasali, permette l’accurata esplorazione di tutta la cavità nasale fino al rinofaringe, ed associata a telecamere di filmare eventuali alterazioni. La disponibilità di ottiche rigide di diametro ed angolazione variabile consente di scegliere caso per caso lo strumento più idoneo. L’esame può richiedere talvolta un semplice anestesia locale per spray e/o contatto.

RINOMANOMETRIA

Facendo respirare il paziente in una speciale maschera facciale collegata con un computer è possibile misurare delle resistenze nasali di ciascuna narice. E’ un esame fondamentale per la diagnosi delle cause di ostruzione nasale. Eseguendo l’esame prima e dopo decongestione nasale è possibile valutare l’influenza relativa, nel determinare l’ostruzione, del setto nasale e dei turbinati.

OLFATTOMETRIA SOGGETTIVA

Il riconoscimento delle alterazioni dell’olfatto (iposmia, anosmia) viene effettuato inviando al paziente attraverso aria carica di molecole odorose di diverso tipo, invitando il paziente a segnalare quando avverte una sensazione odorosa (soglia di percezione) e a riconoscere il tipo di odore inviato (soglia di riconoscimento). Attualmente si stanno affermando kit standardizzati per lo studio dell’olfatto, che utilizziamo nei casi in cui sia necessaria una valutazione estremamente accurata.
In base alla combinazione di risposte fornite ed il confronto dell’esame eseguito dopo test di decongestione, è possibile distinguere tra disturbi su base ostruttiva da quelli legati ad alterazioni del nervo o del sistema nervoso centrale.

STUDIO DEL TRASPORTO MUCOCILIARE

La mucosa nasale contiene cellule specializzate dotate di ciglia in grado di trasportare il muco, che normalmente riveste le cavità nasali, verso le narici. In tal modo le impurità presenti nell’aria inspirata vengono espulse. Anomalie del trasporto mucociliare sono probabilmente responsabili di molte patologie nasali e si ritiene possano essere all’origine di alcune forme di poliposi nasale, sinusite ed ipersecrezione nasale.
Sebbene una valutazione quantitativa precisa non sia possibile, il riscontro di un eventuale blocco del trasporto muco-ciliare può essere ottenuto in modo molto semplice, misurando il tempo che, una speciale miscela di carbone vegetale e saccarina, impiega ad arrivare in orofaringe.

POLISONNOGRAFIA

La polisonnografia è un esame fondamentale per la diagnosi e l’interpretazione del russamento abituale e delle apnee notturne. Consiste nel monitoraggio, durante una notte (al proprio domicilio), di numerosi parametri, tra cui la frequenza cardiaca, la concentrazione dell’ossigeno nel sangue, il flusso respiratorio attraverso naso e bocca, i movimenti del torace, dell’addome e del corpo, l’efficacia del sonno, il russamento ecc.
In questo modo si ottengono informazioni precise sulle alterazioni dei parametri vitali durante il sonno.

Data di pubblicazione: 02/10/2007