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Dottor Giovanni Carriere

Specialista in Otorinolaringoiatria
Perfezionato in Audiologia infantile


Iscritto O.d.M. TA n.2731

Come Funziona la Laringe

Data di ultima revisione: 08/04/2010

La parola rappresenta un importante mezzo di comunicazione peculiare del “homo sapiens”. Questa ha permesso la trasmissione dell’informazioni tra gli individui della specie contribuendo ad un più rapido sviluppo della civiltà. Lo strumento per la produzione dei suoni è la laringe. Questo organo di forma tubolare che si trova lungonalmente semplice, ma vulnerabile a causa sia di modificazioni del movimento delle corde vocali che per l’insorgenza di neoformazioni che possano impedirne la normale funzione. Quando si realizza una alterazione della voce si usa il termine di disfonia, nella perdita completa di afonia. Nel capitolo vengono trattate le più comuni cause di disfonia, sia organiche (polipi e noduli delle corde vocali) che funzionali.
Lungo le vie aeree, subito dopo la divisione di queste dalle vie digestive, nell’uomo la natura ha posto la laringe. Questa rappresenta una parte importante delle via aeree superiori, perché la sua funzione è quella di chiudere la strada al cibo quando mangiamo. Ma è anche uno strumento di produzione dei suoni, presente in molte specie animali, che nell’uomo ha raggiunto un elevato grado di evoluzione permettendo di emettere una ampia scala di suoni.
Il meccanismo di produzione dei suoni è legato innanzitutto alla funzione respiratoria, sono infatti i polmoni, all’interno dei quali si accumula aria, che forniscono l’energia del suono. Lungo la via d’uscita l’aria trova un restringimento, prodotto da due pieghe delle pareti del “tubo”: le corde vocali. Queste hanno all’interno un complicato sistema di muscoli che ne regola il movimento e quindi modula l’apertura del “restringimento” cambiando la frequenza di emissione del suono. In realtà il meccanismo di produzione del suono è legato alla vibrazione della mucosa che ricopre le corde vocali. Queste sono infatti rivestite da uno strato estremamente elastico che con il flusso di aria proveniente dai polmoni vibra. Una volta prodotto, il suono continua la sua strada, verso la sua via d’uscita (bocca e naso) arricchendosi di frequenze determinate anche dalla forma della testa della persona e conferendo alla voce un “timbro” caratteristico. Il meccanismo di produzione vocale presuppone quindi che la componente polmonare (che fornisce la forza della voce), le corde vocali (che rappresentano la parte vibrante dello strumento) e le cavità sovrastanti la laringe (dove il suono si arricchisce ed acquisisce il timbro personale) si coordinino nelle loro funzioni. Si utilizza infatti il termine di coordinazione pneumo-fonica al meccanismo dell’espulsione dell’aria dai polmoni e di vibrazione delle corde vocali. Parte dei disturbi della voce (disfonie) sono attribuibili ad alterazioni del funzionamento di tali meccanismi (alterazioni posturali del corpo o delle corde vocali, inadeguata coordinazione pneumo-fonica). Questo gruppo viene oggi definito delle disfonie non organiche (o disfunzionali) . Talvolta è la presenza di neoformazioni sulle corde vocali, al contrario, che determina un’alterazione della voce, per cui si definisce tale gruppo di disfonie organiche. Tranne che nelle fasi iniziali tali quadri sono così ben definiti, più di frequente questi si realizzano in parte più o meno preponderante rispetto all’altro ma comunque contemporaneamente.

Data di ultima revisione: 06/04/2008