Sinusiati Acutiche e Croniche
Data di ultima revisione: 10/04/2010
| Il naso non è un’appendice ornamentale del viso, anche perché in molti casi questa peggiora l’aspetto del volto, ma svolge l’importante compito di “climatizzare” l’aria che respiriamo. Una gran quantità di cause contribuisce a modificarne i meccanismi di controllo. L’inquinamento atmosferico, per esempio, rappresenta un elemento di grosso disturbo della funzione nasale. Tali cause esterne contribuiscono, inoltre ad amplificare delle “costituzionali”, come le allergie o le disfunzioni del Sistema Nervoso Autonomo. L’ostruzione nasale è il sintomo più importante tra tutti e, a fronte di parziali successi terapeutici assicurati dalla terapia medica, c’è oggi un’alternativa chirurgica efficace. Lo sviluppo di moderne tecnologie permette l’esecuzione di questa in anestesia locale, senza ricovero e senza l’applicazione di tamponi nasali. | |
Il naso è un elemento fondamentale per una corretta respirazione, il suo compito di “climatizzatore†dell’aria è necessario per un corretto funzionamento dei polmoni. Ciascuna fossa nasale, infatti, è provvista di tre formazioni carnose chiamate turbinati nasali inferiore (1), medio (2) e superiore (3); costituite da uno scheletro osseo della forma di grondaia (montata al contrario), rivestiti di un tessuto spugnoso che contiene sangue (corpi cavernosi). La mucosa che ricopre queste strutture è ricca di ghiandole, che secernono muco, e di ciglia. L’aria entrando nel naso batte sui turbinati cosicché viene filtrata, riscaldata e, al bisogno, umidificata.Le due fosse nasali sono separate da una parete centrale, che fornisce sostegno al naso. Questo è il setto nasale, costituito in parte da cartilagine (cartilagine quadrangolare) ed in parte da osso (vomere ed etmoide). |
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| Intorno alla fosse nasali si trovano delle cavità chiamate seni paranasali (seno mascellare, seno etmoidale, seno frontale e seno sfenoidale), in comunicazione diretta con il naso. Essi contribuisco in maniera importante al corretto svolgimento della funzionalità nasale, sono, infatti, dei comparti a temperatura ed umidità costanti che scaldano ed umidificano l’aria respirata in caso di necessità . | |
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| Con il termine di “sinusite” si definisce uno stato infiammatorio, acuto o cronico, della mucosa dei seni paranasali. La causa primaria del verificarsi della sinusite è, nella stragrande maggioranza dei casi, nel naso. Le infiammazioni nasali, infatti, coinvolgono anche le cavità dei seni, così che anche essi partecipano alla malattia. Infatti, nelle forme acute di sinusite c’è sempre un interessamento contemporaneo del naso e la patologia si definisce, comunemente, rinusinusite. A volte il fenomeno è di breve durata e limitato al periodo della infiammazione nasale, più spesso, in virtù della forma che hanno i seni paranasali, si verifica una cronicizzazione del processo. Molto raramente la sinusite ha origine da un’infiammazione dentale e quindi non deriva da un rinite. Il sintomo principale di una sinusite è il dolore facciale che può presentarsi molto intenso (come nelle sinusiti acute), o limitato ad un senso di peso e ad una cefalea quasi costante nelle sinusiti croniche. Questa caratteristica fa si che molte cefalee riferite dai pazienti vengano, erroneamente attribuite a una sinusite, tanto che nel linguaggio comune questa è divenuta sinonimo di cefalea. Il dolore dovuto alla sinusite è ben localizzato, spesso da un solo lato e, nelle fasi di riacutizzazione, quasi sempre associato ad altri sintomi. Proprio a causa della derivazione da una malattia nasale, spesso il naso è ostruito, si apprezza secrezione abbondante più o meno densa, che accumulandosi in posizione supina, provoca un aggravamento della cefalea al mattino. Spesso si associano delle patologie che favoriscono l’insorgenza della sinusite. I soggetti allergici, per esempio, a causa della irritazione cronica della mucosa nasale producono ed accumulano quantità abnormi di muco nel naso e nei seni. I bambini con ipertrofia adenoidea, hanno un ristagno eccessivo di muco e quindi una maggiore possibilità di sviluppare una sinusite. La trasformazione di una sinusite acuta in cronica, di solito, avviene perché ci sono delle condizioni anatomiche nasali predisponenti. I seni paranasali sboccano nel naso all’altezza del meato medio attraverso stretti cunicoli con il decorso tortuoso; quando particolarmente accentuate queste caratteristiche ne favoriscono la chiusura. Talvolta lo sbocco è impedito da un ingrossamento eccessivo dei turbinati medi o da una loro particolare conformazione (conca bullosa). Ancora, deviazioni accentuate del setto nasale possono contribuire al ristagno del muco. Sta di fatto, che le cause della cronicizzazione della sinusite vanno ricercate sempre nell’anatomia nasale. |
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| In realtà la semplice ispezione del naso non offre molti spunti caratteristici, perché i seni paranasali non possono essere osservati direttamente, in condizioni normali. Lo sviluppo delle tecniche endoscopiche ha permesso però, di studiare meglio il naso. Questa sorta di “cannocchiali” a fibre ottiche, rigide o flessibili , che sono gli endoscopi, hanno dimensioni ed angoli di visione molteplici, così che introdotti nel naso permettono di visualizzare con precisione zone non altrimenti visibili. Inoltre possono essere associati a telecamere e sistemi di registrazione digitale che danno la possibilità di rivedere successivamente tutti i particolari relativi all’ispezione. | |
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| Nonostante lo sviluppo di endoscopi di dimensioni sempre più piccole, non è realmente semplice raggiungere ed osservare tutti seni paranasali. Lo studio delle cavità e degli organi circostanti le fosse nasali è, quindi, indissolubilmente legato alle metodiche radiologiche. La ricerca di particolari che possano giustificare una determinata sintomatologia non è però eseguibile con la radiografia tradizionale, estremamente povera di informazioni. L’indagine più attendibile è la Tomografia Computerizzata dei seni paranasali (nelle immagini in basso si osservano esempi di una tomografia assiale e coronale). Questo esame deve essere eseguito in maniera idonea, secondo le indicazioni dello specialista, per evitare inutili dosi di radiazioni di scarso valore diagnostico. Esso rappresenta il metodo di indagine più attendibile per la comprensione della fine struttura anatomica dei seni paranasali. L’uso della Risonanza Magnetica è, di solito, molto limitato. Viene riservato allo studio delle neoformazioni “molli” sospette del naso e dei seni paranasali (infezioni da funghi o tumori). Quindi meno valido nel rispondere agli interrogativi più comuni. |
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| Lo studio radiologico risolve certamente i dubbi relativi alla presenza della sinusite, alla sue estensione ed alla cause anatomiche predisponenti, ma è necessario approfondire anche lo studio delle cause favorenti la cronicizzazione. Diviene indispensabile, quindi, effettuare uno screening allergologico tramite test cutanei (prick test) ed ematochimici (PRIST e RAST), piuttosto che lo studio delle cellule del secreto nasale (citologia nasale), del trasporto muco-ciliare o di eventuali flore microbiche presenti nelle cavità (tampone nasale). Una relazione sempre crescente viene messa in risalto tra le infiammazioni nasali croniche ed il reflusso gastro-esofageo. In molti pazienti affetti da rinite vasomotoria aspecifica è frequente la presenza anche di sintomi attribuibili ad una disfunzione gastro-esofagea (a questa patologia è dedicata una sezione specifica). La terapia delle sinusiti ha soluzioni mediche efficaci soprattutto quando la malattia è acuta. Si somministrano farmaci antinfiammatori e decongestionanti della mucosa. Questi dovrebbero essere istillati localmente piuttosto che somministrati per aerosol. Questa è una pratica molto comune, ma in realtà la sostanza nebulizzata raggiunge dimensioni così piccole che difficilmente resta al livello nasale, ma scorre giù lungo le vie aeree. Gli stessi farmaci, se possibile, devono essere somministrati per via sistemica. Spesso, pur trattandosi di fenomeni infettivi di natura virale, è necessario somministrare terapia antibiotica, perché il ristagno di muco nei seni paranasali favorisce la sovrainfezione batterica. E’ sempre conveniente essere energici nel trattamento delle forme acute, per evitare il rischio di cronicizzazione della patologia. Questa eventualità comporta sempre una modificazione delle condizioni della mucosa del seno che quindi diviene autoalimentante nuove infiammazioni. Per questo motivo la diagnosi di sinusite cronica deve essere sempre associata alla possibilità di controllo dei sintomi e di nuove ricadute, perché nel caso che non vi sia questa possibilità è assolutamente consigliabile ricorrere alla terapia chirurgica. Il decorso della sinusite, di solito, non è grave se i sintomi sono solo quelli nasali, ma la presenza di organi importanti a contatto con i seni paranasali, come gli occhi ed il cervello, e quindi la reale possibilità di un loro coinvolgimento, deve sempre indicare che la risoluzione sta nella rimozione della patologia. La chirurgia dei seni paranasali ha assistito nell’ultimi anni ad una “rivoluzione copernicana”. Le tecniche chirurgiche precedenti prevedevano, infatti, che per curare un seno paranasale malato si aprisse lo stesso attraverso porte inesistenti. Coloro che hanno provato esperienze simili non le ricordano certamente con piacere. Lo sviluppo degli endoscopi e la comprensione che il metodo migliore per curare la sinusite cronica sia quello di aprire maggiormente le porte naturali di sbocco dei seni, ha prodotto una netto aumento delle possibilità di guarire la malattia ed interventi molto facilmente sopportabili per i pazienti. Questi sono i presupposti della Chirurgia Endoscopia Funzionale dei Seni Paranasali (il cui acronimo inglese è FESS). Sviluppatasi alla fina degli anni ottanta e che ha oggi un successo meritato perchè permette soluzioni impossibili sino a qualche anno fa. |
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| Di pari passo si sono sviluppati strumenti ad hoc per questo genere di chirurgia, di piccole dimensioni, quindi poco traumatizzanti e che consentono un ottimo controllo del sanguinamento. Questo rappresenta un problema molto importante nella chirurgia nasale, dato che questo organo è molto vascolarizzato. Il rischio di emorragia, infatti, rendeva necessaria l’introduzione di tamponi nasali. | |
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| Lo sviluppo tecnologico permette oggi di eseguire molti si questi interventi in anestesia locale, a causa della miniinvasività , inoltre non è, quasi mai, necessario tamponare. Da qualche tempo, infatti, vengono da me utilizzate delle “schiume” introdotte nella zona di intervento che bloccano la possibilità di sanguinamento postoperatorio, permettono una respirazione regolare che si riassorbono nel giro di pochi giorni. Alla chirurgica dei seni si associa, nello stesso intervento, la risoluzione delle causa predisponenti; e quindi la correzione delle deviazioni del setto nasale o della ipertrofia dei turbinati, che vengono trattate nel paragrafo a loro dedicato (ipertrofia turbinati). Comunque, anch’esse, in modo estremamente poco invasivo per il naso ed il paziente. Rapidamente si torna alla vita normale, senza segni o cicatrici e senza più l’annoso problema. |
Data di pubblicazione: 02/10/2007
Il naso è un elemento fondamentale per una corretta respirazione, il suo compito di “climatizzatore†dell’aria è necessario per un corretto funzionamento dei polmoni. Ciascuna fossa nasale, infatti, è provvista di tre formazioni carnose chiamate turbinati nasali inferiore (1), medio (2) e superiore (3); costituite da uno scheletro osseo della forma di grondaia (montata al contrario), rivestiti di un tessuto spugnoso che contiene sangue (corpi cavernosi). La mucosa che ricopre queste strutture è ricca di ghiandole, che secernono muco, e di ciglia. L’aria entrando nel naso batte sui turbinati cosicché viene filtrata, riscaldata e, al bisogno, umidificata.

